Lungo applauso per Franco Crocetti

I ragazzi dell'Under 16, diventati uomini, incontrano il Circolo Da Giau D&T

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Lungo applauso per Franco Crocetti
I ragazzi dell'Under 16, diventati uomini, incontrano il Circolo Da Giau D&T

Domenica 18 Aprile 2010 paolo e nico sono andati a Ville Rodolo per “prendere” il nostro Presidente Onorario e portarlo, per la prima volta dopo 18 mesi, al campo del Lancia, dove, per quattro anni, seduto sulla panca con nocciuola a fianco, aveva visto, incoraggiato, accompagnato l’ultima squadra di ragazzi che aveva contribuito a far nascere. FOTO

L’ultima immagine forte che i nostri ragazzi avevano di Franco era quella di una cena primaverile in cui al Da Giau gli avevamo consegnato una targa di ricordo e di affetto. Era arrivato con mezzz’ora di ritardo, con quel suo abbigliamento sommario e consunto ancor più arruffato del solito. Come se niente fosse successo, per quel ritardo che molti di noi aveva preoccupato, si avvicinò un pò zoppicando alla tavolata con quel fare un po’ furtivo di chi non vuole interrompere qualcosa in atto. Le urla di accoglienza e i lazzi cortesi dei nostri ragazzi e dei nostri tifosi lo accompagnavano già verso il suo posto libero quando qualcuno , di sicuro gianni, lanciò un applauso che divenne immediatamente fragoroso e allegro e che coinvolse i cinquanta ragazzi presenti. Era l’ultimo atto felice di un campionato al termine del quale saremmo retrocessi. Avevo voluto quella festa per ringraziare i nostri tifosi che erano stati per una anno ininterrotto magnifici ed eccezionali. Avevo voluto quella festa perché le nuvole di fine anno avrebbero compromesso probabilmente quel meraviglioso momento. Riflettevo nella mia testa, addentando costine, su quel ritardo ma soprattutto su quell’accoglienza eccezionale al nostro vecchio Presidente da questi giovani del 2010 in cui emergevano tante tracce di marginalità individuale e sociale così vicine ai nostri esordi. Stavamo cercando di fare una squadra pulita e allegramente seria e dovevo constatare che le contraddizioni rappresentate dai nostri ottimi tifosi e dai nostri ragazzi più giovani si collegavano alla storia di Franco e dell’Under 16. Questi ragazzi con quell’applauso allegro e scanzonato accoglievano come uno di loro quel vecchio borbottante. Fui deviato, anche nelle riflessioni su quella serata, dalla piacevole sorpresa di quell’accoglienza e non colsi allora l’importanza di quel zoppicare. Le sue bugie sulle condizioni di quella caviglia stupidamente mi rassicuravano e nelle settimane successive, preso dalle difficili situazioni, non indagai a sufficienza, per colpevole leggerezza, sulle sue condizioni fisiche.

 

L’anno scorso non fu possibile portare Franco ad assistere alla meravigliosa improbabile vittoria del campionato al termine dei Play Off, contro l’Orbassano sul campo Giorgio Ferrini di Nichelino. Riguardando le foto di quella stupenda giornata uno solo era il rammarico. La sua assenza in un momento così bello pesava ancora di più.

 

Dopo un’improbabile vittoria è difficile ripetersi e lo è ancora di piu per una squadra di ragazzi che vive il travaglio dei vent’anni. Le disavventure personali e collettive che si sono abbattute in questa stagione sul Circolo Da Giau D&T sono state tante, pesanti e ripetute, settimana dopo settimana. Abbiamo cercato non solo di resistere ma anche di costruire. Abbiamo lottato con noi stessi prima che con gli avversari per non perdere la continuità, per raccogliere tutte le energie, per raggiungere l’obiettivo della salvezza. A Marzo per la prima volta nella storia della nostra società l’abbiamo raggiunta  grazie prestazioni rozze e concrete , poco affascinanti ma di una inaspettabile precisione ed esperienza, con cinque turni di anticipo. Raggiunta la salvezza l’unica partita in casa ove poter festeggiare franco sarebbe stata la penultima, quella del 18 Aprile. Abbiamo preso quindici goal e tre sconfitte nei primi quindici giorni di aprile e l’ultima di queste era insultante non solo per il nostro amor proprio ma anche per la nostra storia. Abbiamo perso in via Cimarosa, a due passi dal Ponchielli, con un osceno 6-0 da una squadra alla nostra portata. I nostri ragazzi decimati dagli infortuni erano alla frutta e l’incidente automobilistico di stefano nel pre partita non poteva costituire alibi sufficienti a quella prestazione.

Alessandro aveva nel frattempo indagato con Nando le possibilità di portare Franco al campo e raccolte autorizzazioni varie l’impresa sembrava possibile. Franco aveva già telefonato a me e Nando per ringraziare dicendo che aveva controllato e alla reception risultava gia segnalata l’uscita della domenica succesiva.

Ho deciso di mandare un insolito messaggio di convocazione a tutti per il martedi. Qualcuno si sarà aspettato la scenata da mister per la sconfitta. Verificata le rassicuranti presenze mi preoccupai solamente di coinvolgere tutti nella festa della domenica successiva. Giocammo un’ottima partitella e alle 21 spedii un sms a tutti gli ex giocatori o dirigenti o tifosi dell’Under 16, ora diventuto Circolo Da Giau D&T, per annunciare l’evento.

Al ritrovo ero teso ed emozionato come neanche sarei stato per una finale di Champion. Mentre nello spogliatoio di piastrelle bianche stavamo preparando la partita e io dicevo ai ragazzi: l’anno è stato difficile ma voi dovete fare solo quello di cui siete capaci, giocare a pallone, cominciarono a entrare nello spogliatoio cari vecchi amici. Patrizio e  Nico con Gianluca e Lorenzo ma anche lo zio Pino cui i capelli bianchi, colsi con emozione, stavano aumentando.

Dissi ai ragazzi, non poco emozionato, che quella domenica poteva essere un nuovo inizio e che quello che ci eravamo proposti di fare eravamo riusciti a farlo, che ricercassero contrasto su contrasto, metro su metro, azione su azione, la gioia della vittoria.

Nel frattempo dietro la panchina e soprattutto dietro quella carrozzella colorata  collocata all’opposto del campo, i nostri tifosi, con lo striscione degli irriducibili giallo blu, e molti nuovi tifosi accerchiavano i due posti simbolo di quella giornata. Gli ex giocatori e i tifosi avevano risposto assai positivamente e il clima quieto della partita riscaldava di affetto quella presenza e quel ritorno al campo del lancia. Nulla era stato preordinato per attestazioni forzate o finte. Franco era tra noi come sempre: il primo nostro tifoso. Il primo tempo fu guardingo ma la risposta tecnica e umana che intravedevo nei ragazzi era stata ottima. L’intervallo coi giocatori, assente qualsiasi osservatore, fu concluso con una frase sibilata ma chiara: andiamo farci sti due goals.

Al 70’ sullo 0-0 di una partita opaca sono entrati i tre dalla panchina. Il primo goal è stato di miki con la squadra che ha assecondato istintivamente la nuova disposizione in campo. L’esultanza finalmente è stata giusta. Il 2 a 0 è venuto poco dopo da fallo laterale e azione a tu per tu col portiere di Giacomo. Anche qui l’esultanza è stata giusta. La missione era stata compiuta. A Franco avremmo dedicato non solo la salvezza ma anche la vittoria domenicale. Si poteva quasi pensare al dopo partita.

Il 90’ era scoccato  e una palla vagante stava saltellando a trenta metri dalla porta. Giacomo si è coordinato flessuoso e tranquilo e ha spedito una mappina all’incrocio sulla destra del portiere. Uno dei pochi che si era allenato ad Aprile raggiungeva il primo premio di quel lavoro. All’ultimo istante questi eccezionali ragazzi, e questo ottimo giocatore, avevano aggiunto una perla al classico concreto 2-0. Un goal d’ autore che meglio non avrebbe potuto creare il ponte emotivo tra questa squadra acciaccata ma salva e quella portentosa storia di pezzenteria e difficoltà che quel ragioniere piemontese con tanta generosità, umana ed economica, contribuì a riscattare.

Il nostro giocatore di colore, l’italianissimo giacomo, ha regalato a Franco un goal che chissà se lui avrà potuto cogliere,  cosi immerso nelle coccole e nei festeggiamenti dei suoi vecchi ragazzi, di quei “vecchi coglioni” di Porta Palazzo.

La carrozzina di Franco è stata amorevolmente portata in campo. I cinquanta presenti  che possono sembrare pochi ma che a me apparivano tantissimi si affollavano intorno alla sua zazzera bianca. Ho ricordato uno a uno gli invitati che non potevano essere presenti e mi avevano pregato di salutarlo. Massimo, il capitano della nostra squadra, gli ha consegnato la targa. In quel momento è partito compatto e quieto, forte e duraturo, un applauso che non aveva eccessi e sembrava, per la sua armonia, un’orchestra nel momento più alto e trascinante. Quelle decine di secondi, forse un minuto,  mi sono sembrati durare un’eternità. Non solo a me sono scappate le lacrime.

Fisicamente, emotivamente, di cuore, eravamo riusciti a saldare, non nelle parole ma in un piccolo grande gesto, generazioni di padri, figli e nipoti. Una storia di calcio nobile e stupenda ritrovava grazie alla festa in onore di Franco Crocetti un filo comune che collegava i quarantenni di porta palazzo con i fonzy del terzo millenio.

Anche l’ultimo arrivato ha potuto respirare quel vento d’amore per il proprio passato, per i propri affetti, per i propri amici che intorno a un pallone si sono riproposti per generazioni. Di quella miscela di emozioni e comportamenti, di avventure e di vita, che è stata la nostra storia, a partire dal 1972, Franco è stato principale artefice. Tocca a noi tutti ora costruire il futuro. Meraviglioso è stato che quell’applauso possa essere veramente l’inizio di un nuovo capitolo, di un nuovo pezzo di storia, affidato a questi ragazzi del terzo millenio che stanno provando a raggiungere nuove vittorie.

Quell’applauso è un impegno forte per ognuno di noi che vuole continuare sul campo a provare e regalare gioie.

Nelle foto dopo la consegna della targa l’obiettivo di sergio ha colto tanti capannelli con franco “abbandonato”  ai suoi pensieri. Non abbandoniamolo e lavoriamo per altre giornate anche migliori di questa. Tutti i ragazzi della squadra hanno risposto al mio invito e l’abbonamento al Corriere Sportivo arriverà a Ville Rodolo. Dove non potranno i numeri e le classifiche arrivi la nostra attenzione affinchè il nostro primo tifoso possa continuare a vivere quelle emozioni che questi nostri ragazzi fossero capaci di regalargli. Lavoriamo al prossimo campionato partendo da questo inizio. E’ stato ottimo.



Scritto da nanus
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