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    Un coro per il Vecio  (2619 Click)
    Diciannove voci raccontano Enzo Bearzot. Con affetto non episodico
    30/08/2008
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    Calcio
     

    Racconti e ricordi di quelli di em bycicleta, presidio di fabulazione sportiva; una poesia di Franco Loi; un’intervista di Gianni Mura. Tutt’insieme fanno un coro, diciannove voci per Enzo Bearzot, il Grande Vecio del calcio italiano. Tutt’insieme fanno un libro, che è anche regalo per gli ottant’anni del Commissario Tecnico che nel 1982 portò l’Italia sul tetto del mondo.
    Enzo Bearzot, friulano, è nato il 26 settembre del 1927. È stato calciatore di lungo corso, mediano ruvido, con qualche licenza di scorreria sulle fasce: Pro Gorizia, Inter, Catania, Torino. In tutto, 422 partire, 251 in serie A. Poi, allenatore. Dapprima l’apprendistato sulla panchina del Torino a fianco di Nereo Rocco, poi una lunga trafila sulle panchine federali, a partire dalle giovanili. Nel 1975 diventa Commissario Tecnico della nazionale maggiore, assieme a Fulvio Bernardini. I primi e importanti frutti del suo lavoro li raccoglie ai Mondiali del 1978, in Argentina: un quarto posto, con la sua nazionale forse più bella. Il miracolo avviene in Spagna nel 1982, con la vittoria in quello che è passato alla storia come il Mundial per antonomasia. Un successo costruito sulla tecnica e sulla tattica, ma soprattutto sulla forza morale del gruppo.
    Diciannove voci raccontano Enzo Bearzot. Con affetto non episodico.

    ISBN 978-88-89898-39-0

     




     
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